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La storia di Umberto Salvemini

Dal diario del paparazzo...

...Sono Nato a Roma nel Rione Monti, dove ha abitato per lungo tempo il famoso attore Ettore Petrolini e dove ancora oggi si respira l'aria di un piccolo mondo antico.
Proprio in questa atmosfera si è manifestata la mia passione per la fotografia perché crescendo scoprivo le bellezze della mia città e provavo il desiderio di fotografare gli angoli più suggestivi e storici del mio Rione.
Quello che mancava era la macchina fotografica. Fortunatamente capitò l'occasione di potere comprare con i miei risparmi una Leica usata, che nel periodo del dopoguerra era il massimo che si potesse avere. Così a diciotto anni potei iniziare la mia attività di fotoreporter.

Le prime foto che scattai furono quelle del giugno 1944 durante la liberazione di Roma.
Nelle foto infatti si notano i militari di occupazione guidati dal generale Clark, che appena entrato a Roma si recò in Campidoglio per issare la bandiera americana e fu ricevuto dall'allora sindaco Andrea Doria Panfili.
Tra le varie foto di quei giorni le più suggestive sono quelle che riguardano Papa Pacelli, che tanta parte ebbe durante la guerra per la salvezza di Roma.
Perciò i romani nei giorni della liberazione vollero esprimergli il loro ringraziamento recandosi per le vie di Roma con la sua foto e poi a San Pietro per manifestargli la loro gratitudine.
Fanno storia anche le foto scattate nelle vie di Roma dove vi erano scritte riguardanti la caduta del fascismo e della casa Savoia e scritte dove si segnalavano gli ingressi ai ricoveri antiaerei. Interessanti sono le foto dei bambini che, pur di guadagnare qualche soldo per comprarsi da mangiare, facevano vari servizi ai militari alleati: nelle foto mentre lucidano le scarpe, colorano le loro foto, ecc.
Le scene che mi impressionarono maggiormente furono quelle delle donne che venivano dai paesi vicino Roma portando borse enormi e pesantissime con vari generi alimentari; si fermavano lungo i marciapiedi e vendevano a caro prezzo (borsa nera) quello che avevano portato con fatica: pane, formaggio, farina, olio, salumi, carne ed altro.

Dopo questo periodo la mia carriera di fotoreporter si affermò sempre di più. Tra una corsa e l'altra ho avuto modo di fotografare, con molto successo, personaggi della politica, della cultura, del teatro, del cinema e dell'aristocrazia.
Questi servizi mi hanno fatto meritare anche parecchi premi di prestigio che mi hanno ripagato dei sacrifici fatti e mi hanno riempito di orgoglio.